Scenario Debole sui principali listini azionari asiatici, dove l’ unica superstite é stata la borsa di Tokyo, supportata sul dato relativo agli ordini di macchinari che ha registrato un incremento ben al di sopra rispetto alle attese. Gli investitori si sono mostrati cauti, scoraggiati da un possibile intervento sui tassi di interesse da parte degli Stati Unti. Il Nikkei ha guadagnato uno 0,31% fermandosi a 18.723,52 punti mentre il piú ampio paniere Topix ha guadagnato uno 0,06%. Tra le rimanenti piazze asiatiche Seul ha lasciato sul parterre uno 0,20% mentre Taiwan é indietreggiata dello 0,14%.

 

In rosso ieri Wall Street con il Dow Jones e l’S&P 500 che hanno portato in negativo il bilancio da inizio anno. In assenza di un vero market mover americano, gli investitori hanno tenuto d’occhio la situazione europea con le tensioni legate alla Grecia. Inoltre i mercati stanno iniziando a ponderare gli effetti di un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. ll Nasdaq composite ha chiuso a -1,67%, il Dow Jones a -1,85% e l’S&P 500 a -1,70%.

In rosso anche le borse europee che ancora una volta sono state zavorrate dalle incertezze sulla Grecia, dopo che l’Eurogruppo ha detto no al programma di riforme presentato dal Governo Tsipras, definito “troppo vago“. Hanno contribuito anche i dati sull’inflazione cinese, che sembrerebbero riflettere le difficoltà in cui versa l’economia del Dragone. Il FTSE 100 a Londra ha chiuso a -2,52%, il DAX a Francoforte a -0,71%, il CAC 40 a Parigi a -1,12% e l’IBEX 35 a -1,38%. A Piazza Affari il FTSE Mib ha chiuso a -0,97%.

 

Sul mercato valutario il dollaro si è portato sui massimi di 12 anni contro l’euro. Oggi sarà la terza seduta dall’avvio del QE, e l’Euro sembra ormai posizionato in direzione di una parità che potrebbe arrivare prima di quanto atteso dagli analisti. Attualmente il Cross Euro/Dollaro scambia in area 1,066 da 1,0697 dell’ultima chiusura.

 

In discesa le quotazioni petrolifere nella sessione di ieri nonostante il calo registrato dalle scorte settimanali Usa, il primo declino in due mesi. A pesare sui prezzi i massimi pluriennali segnati dal dollaro ed un mercato che resta ingabbiato dall’eccesso di offerta e dalla domanda debole. Si attendono ora le scorte settimanali dell’Eia. Nella mattinata il future Brent ad aprile scambia a 56,6 dollari al barile da 56,45 dollari.

Di seguito le attese degli analisti sui livelli delle scorte commerciali USA:

CRUDE             +4,4 MLN

DISTILLATE     -2,6 MLN

GASOLINE      -1,7 MLN