Segni contrastanti per le principali borse asiatiche nella prima sessione settimanale. L’attenzione degli investitori é infatti rimasta polarizzata sull’esito della Riunione della Federal Reserve. Il Nikkei ha consuntivato un delta positivo pari allo 0,60% attestandosi a 15.388,72 punti metre l’ampio paniere Topix ha chiuso con una variazione pari all’1%. Segni opposti per Seul e Taiwan che chiudono le rispettive sedute a +0,33% e -0.21%.

 

In rialzo venerdì Wall Street che ha archiviato la migliore settimana dell’anno, grazie alla ritrovata fiducia degli investitori nell’economia americana. Sono stati infatti positivi gli aggiornamenti sull’andamento del mercato immobiliare, che ha evidenziato un aumento sopra le attese della vendita di case nuove. Driver del rialzo è anche la stagione delle trimestrali che sta rilevando nel complesso risultati migliori del previsto, in particolare molto buoni i risultati di big della corporate America come Microsoft e Procter & Gamble. Importante market mover dei mercati rimane inoltre la Federal Reserve e la possibile estensione del piano di quantitative easing oltre la scadenza prevista (31 ottobre) come ventilato nei giorni indietro dal presidente della Fed di Saint Louis, James Bullard. Il Nasdaq composite ha chiuso a +0,69%, il Dow Jones a +0,76% e l’S&P 500 a +0,71%.

Chiusure deboli venerdì per i listini del Vecchio Continente, che rimangono cauti in attesa degli stress test pubblicati ieri dalla BCE. Il FTSE 100 a Londra ha chiuso a -0,47%, il DAX a Francoforte a -0,66%, il CAC 40 a Parigi a -0,69% e l’IBEX 35 a Madrid a +0,05%. Maglia rosa per Piazza Affari con il FTSE Mib che ha chiuso a +0,31%.

 

Sul mercato valutario Euro in rialzo sul Dollaro, sostenuto dai risultati complessivamente positivi degli stress test della Bce, che hanno evidenziato una carenza di capitale minore delle attese. La valuta unica si è allontanata dai minimi a due settimane sul biglietto verde risalendo fino a 1,2707. Attualmente il Cross Euro/Dollaro tratta a 1,269 dollari da 1,2670 della chiusura di venerdì.

 

Quotazioni petrolifere in calo, con il Brent prima linea in area 86 dollari il barile, dopo il taglio di 15 dollari delle previsioni dei prezzi del Brent e del greggio Usa nel primo trimestre del 2015 da parte di Goldman Sachs. A pesare sul mercato rimangono anche le previsioni deboli sulla domanda delle materie prime e le attese di una crescita economica debole. Nella sessione odierna il I future sul Brent con scadenza a dicembre quota a 86,15 dollari al barile da 86,08 dollari al barile dell’apertura.